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L’ARTE DEL LIBRO DI ALINA KALCZYNSKA

14 marzo 2017 - 18:00
15 aprile 2017 - 13:30

Biblioteca Nazionale Braidense, Sala Maria Teresa, via Brera 28, Milano

Ospiti:

L’ARTE DEL LIBRO DI ALINA KALCZYNSKA

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Alina Kalczyńska realizza libri dagli anni ’80, da quando si trasferisce da Cracovia, sua città di origine, a Milano, dove conosce colui che diventerà suo marito, Vanni Scheiwiller, lo straordinario editore d’arte e di poesia del quale sarà preziosa collaboratrice sino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1999. Artista molto apprezzata in patria e all’estero a partire dagli anni ’70, i suoi esordi sono legati alla grafica editoriale e alla xilografia, soprattutto a colori, alla quale negli anni successivi affianca l’incisione su linoleum. Tecniche desuete nell’ambito dell’arte contemporanea, ma che le consentono di sviluppare una sofisticata e severa indagine che mira, tradendo uno stretto legame con l’astrazione delle avanguardie storiche, all’equilibrio tra luce e forma, giocato sulla semplicità dell’accostamento dei colori sulla superficie della carta.

La mostra che la Biblioteca Braidense presenta è frutto di un progetto che raccoglie l’ampia produzione di libri d’artista, acquarelli e xilografie di Kalczyńska e costituisce un’eccezionale occasione per conoscerla e approfondire il percorso della sua ricerca, a partire dalle edizioni dei libri Scheiwiller fino alla produzione più recente, in un corpo di 50 opere che coprono il periodo che va dalla fine degli anni ’70 sino al 2015.

Il percorso espositivo inizia con un libretto del 1979, in cui una xilografia in copertina e una piccola stampa accompagnano il testo, e prosegue quindi, seguendo un criterio cronologico, mostrando xilografie, matite colorate, collage che ornano e interpretano preziosi libri di grandi autori, fra i quali Czesław Miłosz, Zbigniew Herbert, Ezra Pound, André Frénaud, Bao Chang. Si tratta di veri e propri libri d’artista dove immagine e parola hanno pari importanza e dove quest’ultima sovente è manoscritta. L’artista, che con la scrittura poetica ha sempre avuto un rapporto speciale, interpreta questi lavori come una sonata di pianoforte a quattro mani: è questo il caso delle opere realizzate con i testi autografi di Silvana Lattmann, Luciano Erba, Wisława Szymborska o di Kengiro Azuma, per citarne alcuni, tra i più felici e preziosi.

Il libro d’autore diventa col tempo una vera e propria opera d’arte, attraverso la quale Kalczyńska procede nella sua ricerca continua di luce, trasparenze e di una preziosa interazione fra acquarello, carta, collage e intaglio. Scrive Giuseppe Appella nel testo in catalogo: “Tecniche e materiali, accostati e fusi in maniera fluida e immediata, si infiltrano di continuo nel testo, lo sezionano facendone un racconto umano e professionale senza limiti, frutto di prolungate meditazioni, tese a non rarefare la giocosa leggerezza della linea che edifica l’oggetto ‘libro’ reso architettura del reale, a tal punto da portarlo, in molte occasioni, ad essere copia unica, sottratta alle regole del mercato che ne imporrebbe una tiratura e una impaginazione adatta allo scopo”. Il punto di avvio di tale percorso rimane il volume Sessanta sigilli (1994), un esemplare unico ideato, dipinto e scritto con calligrafie e con sigilli cinesi stampati a mano dall’artista in occasione dei sessant’anni di Vanni Scheiwiller, nel quale sempre Appella vede evidenziata una sorta di radiografia astratta degli oggetti utilizzati e la concretezza del simbolo, la sua funzione, il suo categorico isolamento nella pagina per ottenerne il massimo significato e in cui Alina racconta la propria vita, per autenticare, come si faceva una volta, tante lettere non inviate, fissare sul foglio più segni di riconoscimento, tanti quanti sono i materiali dei sigilli, o le forme, o quel che rappresentano.

Una sezione della rassegna riguarda la Puglia, tanto cara all’artista, o meglio la terra d’Otranto, luogo di lunghi soggiorni estivi, diventata spazio di ricerca privilegiato, dove Kalczyńska traduce la propria personale fascinazione in un inesausto lavoro di acquarello fissato in una serie di libri, volutamente esemplari unici: Giardino incantato (a Massafra) (1994), Lux (1999), Mediterraneo (2002), Lettere dalla Puglia (2005), Ibn Kemal, Il suo nome è Otranto (2009).

 

Alina Kalczyńska nasce in Polonia nel 1936. Diplomatasi in xilografia e grafica del libro presso l’Accademia di Belle Arti di Cracovia nel 1959, successivamente trascorre lunghi soggiorni in Italia. Dagli anni Settanta avvia un’intensa attività artistica con più di quaranta mostre personali in Italia, Paesi Bassi, Polonia, Svizzera, partecipa a esposizioni internazionali di grafica in giro per l’Europa, ottenendo diversi riconoscimenti e premi, tra cui, nel 1970, il Premio speciale della III Biennale Internazionale di Grafica di Cracovia e, nel 1973, il Primo Premio al Concorso Internazionale per l’ex libris di Perugia. Si dedica alla grafica editoriale, al manifesto, alle edizioni per bibliofili e alla xilografia, soprattutto a colori, stampando personalmente in piccole tirature per ottenere particolari sfumature e trasparenze. Nel corso degli anni Ottanta il desiderio di cimentarsi con tecniche diverse e di approfondire la ricerca sulla luce la porta a utilizzare il vetro, il mosaico, l’arazzo. Nel 1978 incontra l’editore Vanni Scheiwiller, che sposa nel 1980 a Cracovia. Trasferitasi a Milano, all’attività artistica affianca un più che ventennale impegno a fianco del marito nelle edizioni All’Insegna del Pesce d’Oro e Libri Scheiwiller, occupandosi della veste grafica di libri e collane; cura e illustra libri d’artista dedicati a opere di poeti polacchi, come Julia Hartwig, Zbigniew Herbert, Czesław Miłosz, Wisława Szymborska, ma anche di artisti e scrittori polacchi per la prima volta pubblicati in Italia, come Katarzyna Kobro, Sławomir Mrożek, Jerzy Panek, Nika Strzemińska. Realizza inoltre libri d’artista dedicati ad autori italiani e stranieri: Mary de Rachewiltz, André Frénaud, Silvana Lattmann, Alda Merini, Eugenio Montale, Ezra Pound, Clemente Rebora, Ai Qing, Lu Xun, Su Wu. Le reminiscenze dei viaggi in Cina (1987, 1989) e l’interesse per la calligrafia si manifestano nel volume 60 sigilli (1994). Dopo la scomparsa di Vanni Scheiwiller nel 1999, pubblica con All’Insegna del Pesce d’Oro libri d’artista e libri legati alla storia della casa editrice. Vive e lavora a Milano; dai primi anni Ottanta trascorre lunghe estati ad Otranto: la Puglia – e in particolare il Salento – sono così diventati per lei un’importante e continua fonte di ispirazione per i successivi libri d’artista.

 

Ingresso gratuito

Orario di apertura:
da lunedì a sabato
ore 9.30 – 13.30

Per maggiori informazioni:
Ufficio Stampa dell’artista:
Emanuela Filippi / Eventi e Comunicazione
+39.02.4547.9017 – +39.392.3796.688
eventiecomunicazione@gmail.com
emanuela.ufficiostampa@gmail.com

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